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domenica 2 giugno 2013

vestirsi

I coreani facevano la tela con la canapa e coltivavavno i bachi da seta per la produzione di seta per le vesti dei ricchi e degli imperatori.
Durante il periodo dei tre regni, gli uomini indossavano il jeogori (giacca), baji (pantaloni) e durumagi (cappotto) con un cappello, la cintura e il paio di scarpe.
Le donne indossavano il jeogori (giacca corta) con due lunghi nastri legati per formare un otgoreum (nodo), una lunghezza piena, gonna a vita alta wrap-around chiamata chima, un durumagi, (cappotto) beoseon (calze di cotone bianco) e scarpe a forma di barca.
Questo abbigliamento, conosciuto come hanbok, è stato tramandato nella stessa forma per uomini e donne per centinaia di anni, con piccoli cambiamenti, tranne per la lunghezza di jeogori e chima.
Vestiti in stile occidentale sono stati commercializzati in Corea dopo la guerra di Corea (1950-53) e durante la rapida industrializzazione negli anni sessanta e settanta, l'uso del hanbok declinò, essendo considerato inappropriato per un abbigliamento casual.
Recentemente, tuttavia, per gli amanti dello stile Hanbok sono state lanciate campagne per rivitalizzare questo stile ma sono stati anche aggiornati gli stili per meglio adattarsi ai moderni ambienti di lavoro.
I coreani indossano ancora il hanbok ma solo durante feste speciali come il Seollal e il Chuseok, feste di famiglia, festività come Hwangap, la celebrazione per i genitori sopra i 60 anni.


housing


Ondol è un tipico riscaldamento coreano sotto il pavimento, venne usato per prima al nord. Fumo e calore generato dalle stufe veniva incanalato attraverso canne fumarie costruite sotto pavimenti.
Nel sud dove è più caldo, il sistema ondol è stato usato assieme ai pavimenti di legno. I principali materiali delle case tradizionali erano legno e argilla.
Giwa o case a tetti in legno nero erano fatti in argilla e terra, solitamente dipinte di rosso. Oggi, il palazzo presidenziale è chiamato Cheong Wa Dae, o "la casa blu", per le piastrelle blu usate per il tetto.
La forma delle case era diversa tra il nord e il sud. A sud le case erano semplici con un pavimento rettangolare e una cucina più una stanza su ciascun lato si sviluppavano in una forma ad "L", più tardi la forma divenne una "U", la casa era fatta attorno a un cortile interno.
Le hanok le case tradizionali, venivano costruite senza l'uso di chiodi e assemblate con pioli di legno. Case di classe superiore consistevano in un certo numero di strutture separate, una per la sistemazione delle donne e dei bambini, uno per gli uomini della famiglia e loro ospiti e un altro per i dipendenti, tutto racchiuso all'interno di un muro.
Dietro la casa veniva costruito un tempietto per ricordare gli antenati e anche uno stagno con fiori di loto.
Dal 1970 i palazzi sono cresciuti come funghi ma il sistema ondol per riscaldarli è rimasto invariato.
1-2. Bukchon (North Village) nel distretto  Gahoe-dong di Seoul.
3-4. La casa hanok-style di Im Jin-su, ad Anseong, nella provincia diGyeonggi-do.

lunedì 11 febbraio 2013

il festival del ghiaccio :)

Anche in Corea del Sud, come in Cina, ogni anno si tiene un importante festival dedicato al ghiaccio, stiamo parlando del Hwacheon Sancheoneo Ice Festival. Questa manifestazione si tiene nella contea di Hwacheon, sul fiume ghiacciato Bukhangang, e ospita oltre un milione di persone.
Durante l'evento si svolgono molte attività legate agli sport invernali e non solo, come ad esempio il calcio sul ghiaccio, la pesca e la gara di sculture di ghiaccio.
Di particolare rilievo la pesca che viene effettuata anche a mani nude. In pratica il fiume viene forato per dare modo ai partecipanti di poter prendere i pesci, nello specifico le trote di acqua dolce che sono numerose, una volta pescati questi vengono mangiati anche crudi, o in alternativa cotti sulla griglia. La contea di Hwacheon è una delle più fredde dell'intera Corea, per questo è il luogo adatto per ospitare il festival.

la scuola

In Korea come in Giappone per entrare all'università c'è il famigerato test di ammissione College Scholastic Ability Test, che oltre ad essere il momento più importante nella carriera scolastica di tutti coreani, è anche dannatamente difficile. 
In Korea la tipica giornata dello studente, dalle elementari alle superiori indifferentemente, funziona allo stesso modo: 
inizio delle lezioni ordinarie alle 8, che tra ore regolari, recupero e revisione, terminano alle 18; Alle 18 circa in quasi tutta l'Asia (anche in Giappone è cosi) si cena e appena terminata la cena si va nelle hagwon, istituti privati per la formazione extrascolastica, dove si rimane circa fino a mezzanotte-l'una di notte, e il giorno dopo si ricomincia da capo.
E' stato calcolato che uno studente coreano all'ultimo anno di liceo, cioè quando è vicina la fatidica prova di ingresso all'università, dorme meno di 5 ore e mezza a notte ed ha meno di un'ora di tempo libero al giorno il che porta a varie conseguenze, alcune positive ed altre un pò meno. 
Tra i lati positivi, la Korea ha il maggior numero di persone in possesso di diploma ed anche di laurea dei paesi OCSE, quindi l'alfabetizzazione è ad un livello davvero elevatissimo; i rendimenti scolastici sono al top delle classifiche internazionali, il corpo insegnanti è giovane e ben preparato, oltre ad essere rispettato dalla società. 
Tra i lati negativi, il voto di uno studente ha un'importanza tale da superare anche l'apprendimento e lo sviluppo della persona in sè; le famiglie ossessionano i figli sull'importanza del successo scolastico sopra ogni altra cosa, ritenuto fondamentale per compiere il "salto sociale"; i costi per accedere alle scuole private sono elevati e se non ci si prepara adeguatamente si rischia di fallire il test universitario e finire in un istituto mediocre, condannandosi ad una vita di frustrazioni per la bassa mobilità che caratterizza il mercato del lavoro coreano. 
Drammaticamente elevato è anche il numero di suicidi tra i giovani, che non riescono a reggere tutto lo stress che gli viene addossato dalla società e dalla famiglia, inoltre, nella scuola coreana ci sono soltanto test a risposte multiple, la cui preparazione richiede studio puramente a memoria, e quindi non si spingano gli alunni al confronto ed alla discussione, oltre che all'argomentazione delle proprie opinioni. Chi becca più crocette esatte vince.

sistema scolastico

ragazzini delle elementari alle prese con i computer.
Dal punto di vista amministrativo, l'istruzione in Sud Corea è suddivisa in tre livelli: 
livello nazionale - Ministero dell'Istruzione
livello metropolitano e provinciale - Uffici dell'istruzione 
livello delle contee - Uffici distrettuali dell'istruzione. 
Anche per quanto riguarda il finanziamento dell'istruzione pubblica esistono tre livelli: finanziamento governativo, finanziamento dei governi locali, finanziamento privato. 
Le principali fonti di finanziamento dell'istruzione pubblica derivano dai contributi del governo centrale e dalle tasse di iscrizione. 
Il governo centrale si assume il costo degli insegnanti per la scuola obbligatoria. Il sistema scolastico della Repubblica di Corea segue lo schema 6-3-3-4, formato dalla scuola elementare (dal primo al sesto grado), dalla scuola media (dal settimo al nono grado), dalla scuola superiore (dal decimo al dodicesimo grado) e poi dal “junior college”, dal “college” o dall'università. Le scuole superiori si dividono in generiche (simili al nostro liceo) e tecniche. 
I “junior college” offrono due o tre anni di corso, mentre i “college” e le università offrono quattro anni di corso. L'istruzione prescolastica non è compresa nel sistema scolastico formale, ma è considerata molto importante. 

domenica 10 febbraio 2013

ebanisteria

Le case coreane tradizionali hanno in genere poche stanze e le camere sono piccole e con il soffitto basso (normalmente meno di 2 metri) perché gli inverni sono molto freddi e si fa prima a scaldare un ambiente con un volume d'aria limitato. I soffitti bassi non danno fastidio perché nelle stanze ci si siede sul pavimento, riscaldato quando fa freddo. Il pavimento naturalmente è sempre tenuto pulitissimo ed è morbido al tatto perché è foderato di carta gialla impermeabilizzata. Anche per dormire si usa il pavimento su cui si stende un materassino che durante il giorno viene poi tolto e messo in un armadio a muro. Per questo motivo, i mobili coreani tradizionali non sono grandi come i nostri.
Sono di solito mobili piccoli, ma raffinati: il mobile più comune è un tavolino basso, normalmente con intagli in madreperla (detto soban), che viene portato nella stanza quando ce n'è bisogno, per esempio per i pasti, già imbandito a mo' di vassoio.
La lanterna illustrata qui sopra,  risale a circa 200 anni fa ed è costruita in bambù. Misura 12,7 x 12,7 cm di base e 28 cm in altezza ed è esposta a Seul nel museo del Folclore e dell’Arte nel palazzo Kyŏngbok. 
Talvolta nelle camere si trova uno stipo in legno per riporre i vestiti, costruito con una lavorazione accurata, ma si tratta di tutte cose piccole e leggere, che si possono spostare con facilità. Gli artigiani del legno del passato profondevano tutta la loro arte, quindi, in oggetti piccoli e di uso comune.
I mobili grandi e pesanti come i nostri armadi, ad esempio, non sono comparsi che di recente, quando si sono costruite case all'occidentale.
Il tavolino per i pasti, illustrato a destra, risale al 19º secolo e misura 48 cm in diametro e 33 cm in altezza. È un tavolino “con le zampe di tigre” perché le gambe assomigliano a quelle della tigre.
La parte superiore, in legno di olmo, ha la parola “longevità” intarsiata in centro, circondata da figure di pesci, onde, nuvole, con il sole, il tutto in madreperla.
I due segmenti che uniscono a due a due le gambe del tavolino servivano a due scopi: a far sì che le punte delle gambe non rovinassero il pavimento delle camere, che è abbastanza delicato, e in secondo luogo ad appenderlo a un chiodo su una parete in cucina, quando non era in uso, come d'altronde si fa ancora oggi.

Il mobiletto a quattro piani qui a sinistra è decorato con corno di bue, è del 19º secolo e misura 53 cm in larghezza, 31 cm in profondità e 96 cm in altezza (museo dell'Università femminile Ewha, (Seul).
Ognuno dei piani di questo mobiletto usato per riporvi la biancheria è decorato con differenti simboli della longevità.
Il semplice disegno dei cardini in ottone dei quattro gruppi di sportelli è in armonia con l'elaborato disegno delle superfici in corno di bue dipinte.
È chiamato mobiletto “a capoletto” perché di notte veniva posto, sul pavimento di fronte a questo mobile, un materassino morbido per dormire. Ricordiamo che, in Corea, una camera aveva più funzioni: di giorno era il nostro “soggiorno”, all'ora dei pasti diventava la “sala da pranzo” (dove, di solito, consumava i pasti il marito mentre la moglie mangiava in cucina) e di sera si trasformava in “camera da letto”.
Ci si sedeva e ci si coricava direttamente sul pavimento, sempre pulitissimo e riscaldato.

Scatola per contorni kujŏlp'an (clicca x vedere come veniva riempito) del 19º secolo. Diametro 24 cm, altezza 8 cm (museo Università Koryo).
In ogni sezione di questa scatola, che veniva usata da una famiglia altolocata, si poneva un diverso cibo: pesciolini, verdure, alghe, germogli di soia, e così via. La scatola esterna è ottagonale e ognuna delle parti è unita alle altre con legami in metallo. La lacca nera all'esterno e la lacca rossa all'interno doveva rendere più appetitoso il cibo.
Nella foto a sinistra, piccola scatola portavivande del 19º secolo dalle dimensioni molto contenute: 20 x 12,5 x 12 cm.
È costituita da due parti unite fra loro con cardini posti sul retro. Ognuna delle parti contiene due cassetti, con due fori di ventilazione su ciascun lato: i fori servivano anche per spingere fuori i cassetti.
I cardini e gli elementi di fissaggio sui bordi sono sia funzionali che ornamentali.

mestieri

In una cultura fondamentalmente diversa dalla nostra è lecito aspettarsi di trovare mestieri e forme di artigianato locale che differiscono molto da quanto si riscontra in Italia.
Alcuni di questi artigiani hanno raggiunto nel tempo un altissimo grado di perfezione nella costruzione di particolari oggetti tipici, tanto da meritarsi il titolo di “tesoro nazionale vivente”.
Fra i mestieri che non si riscontrano qui da noi ricordiamo la costruzione di flauti di bambù per l'orchestra di musica di corte, non solo costruiti a mano, ma fatti su misura per il singolo musicista, la costruzione e decorazione dei tamburi da cerimonia, la fabbricazione di cappelli di crine di cavallo, la preparazione della carta di riso che nelle case tradizionali sostituisce le tende e spesso anche i vetri alle finestre, la manifattura delle scarpe tradizionali di paglia o di stoffa, l'ebanisteria specializzata, la decorazione in madreperla dei vasi, l'incisione di timbri in pietra e avorio, e tante altre arti che da noi non sono mai comparse.
Come si nota dalle figure, i coreani a casa e nei loro laboratori artigianali lavorano quasi sempre seduti a gambe incrociate sul pavimento, che nella stagione invernale è riscaldato. Naturalmente il pavimento, che è foderato di vari strati di carta gialla resistente e impermeabilizzata, o che è di legno nei laboratori e nelle verande, è mantenuto scrupolosamente pulito e si entra in casa togliendosi le scarpe e lasciandole nell'ingresso come si fa in Giappone.

giovedì 24 gennaio 2013

feste e vacanze

I coreani seguono il calendario gregoriano, ma alcune feste, le più tradizionali e radicate nella cultura coreana, seguono il calendario lunare. Durante le feste nazionali, banche e uffici sono chiusi, ma i grandi magazzini, la maggior parte dei ristoranti, i musei, i palazzi ed i parchi d’attrazioni sono aperti. In genere, le feste che seguono il calendario gregoriano cadono sempre lo stesso giorno ogni anno, mentre le festività basate sul calendario lunare si tengono ogni anno in date differenti.

Lanterne festive in CoreaCapodanno solare (1 gennaio)
Il primo giorno dell’anno solare.
Seollal (February) Seollal, o Capodanno lunare, cade il primo giorno del primo mese del calendario lunare, ed i giorni precedente e seguente. Seollal è, insieme a Chuseok, una delle feste nazionali coreane più importanti; dura tre giorni durante i quali i coreani fanno visita alle proprie famiglie, mangiano cibo speciale per questa festività (ttokguk e manduguk) e fanno giochi tradizionali o fanno volare gli aquiloni.
Durante Seollal le famiglie coreane tengono cerimonie commemorative per ricordare gli antenati e fanno un inchino particolare agli anziani della propria famiglia, che si chiama sebae.

Giorno del Movimento per l’Indipendenza (marzo)
Questa festa nazionale coreana commemora la dichiarazione d’indipendenza, che ebbe luogo il primo marzo 1919. La dichiarazione viene letta durante una cerimonia che si tiene al Parco Tapgok, a Seoul.

Festa del Lavoro (maggio)

La Festa del Lavoro non è vacanza nazionale in Corea, ma il primo maggio molte banche ed uffici chiudono.

Festa dei Bambini (maggio) Festa dei bambini in Corea del Sud
Questa giornata è dedicata a tutti i bambini coreani, che hanno un giorno di vacanza in cui i loro genitori li portano a visitare parchi d’attrazioni e divertimenti, zoo ed altri luoghi d’interesse turistico.
(un pò come il Kodomo no Hi in Giappone)

Compleanno di Buddha (maggio)
Il Compleanno di Buddha (Seokka Tanshin-il) si festeggia l’ottavo giorno del quarto mese lunare. In occasione di questa festività, nei templi buddisti di tutta la Corea si celebrano cerimonie e si appendono lanterne colorate nei cortili dei templi.
La domenica precedente il Compleanno di Buddha, queste lanterne vengono accese e portate in processione per le strade.

Il Giorno della Commemorazione (giugno)
Questa festa nazionale coreana è dedicata ai caduti che morirono per la patria, ed una cerimonia speciale si tiene al Cimitero Nazionale di Seoul.

Festa della Costituzione (luglio)
Questa festa nazionale commemora la costituzione coreana, che fu proclamata il 17 luglio 1948.

추석 秋夕 Chusŏk (15 agosto)
Cade il 15 agosto  come da noi Ferragosto ed è per i coreani molto importante.
Chusŏk, che letteralmente significa “luna d'autunno”, è inizialmente, come da noi, la festa del raccolto, una festività agricola che serve per riposarsi dopo le fatiche della mietitura ma, mentre da noi oggi il Ferragosto significa andare in vacanza al mare o in montagna, in Corea significa far visita alla propria famiglia originaria in campagna, ai genitori, ai nonni, ai parenti è quindi una festa che ha qualcosa in comune con il nostro Natale, se così si può dire.
È la più grande festività coreana, il giorno della riunione delle grandi famiglie, una festa che è osservata ovunque, sia in città che in campagna.

Festa della Liberazione (agosto)
Questa vacanza nazionale ricorda il giorno in cui il Giappone si arrese alle Forze Alleate e la Corea fu liberata.

Festa della Fondazione (ottobre)
La festa nazionale della Fondazione è una vacanza nazionale che commemora la fondazione della nazione coreana nel 2333 AC, per opera del leggendario re-dio Dangun. In questa occasione si tiene una cerimonia in cima al Monte Manisan, nella provincia di Ganghwado.

Natale – 25th dicembre
Il Natale è festa nazionale in Corea, perché il 25% circa della popolazione sud coreana è cristiana. Il 26 dicembre però, il giorno di Santo Stefano, in Corea non si fa vacanza.

i coreani

I coreani chiamano se stessi in coreano Hangukin o Hanguk saram.
Il popolo coreano è un gruppo etnico dell’Asia orientale e si crede faccia parte delle popolazioni altaiche, come i mongoli, i tungusi e i turchici. I resti archeologici suggeriscono che i coreani discendono dai gruppi altaici che provenivano dalla Siberia del centro-sud. I coreani costituiscono la popolazione più omogenea del mondo, dal punto di vista sia etnico sia linguistico. 
Ci sono alcune minoranze in Corea: alcuni cinesi, giapponesi ed occidentali ma pochi.
La popolazione coreana è tanto omogenea che, se sei un occidentale in Corea, ti sembra di non passare inosservato (la stessa cosa che è capitata a me quando sono andata a Shizuoka, Giappone) e, in città e villaggi piccoli, i coreani fissano gli occidentali perché non sono abituati a vedere gente di etnia diversa.

Il coreano è una lingua distinta, che deriva dalle lingue altaiche ed è quindi completamente differente dal giapponese e dal cinese (anche se, durante la sua storia, il coreano fu influenzato da queste due lingue) ed ha qualche somiglianza col mongolo.

I coreani sono molto orgogliosi della propria cultura e della propria identità nazionale, sono piuttosto amichevoli e farebbero di tutto per aiutare gli amici, poiché le relazioni interpersonali sono molto importanti nella cultura coreana. Anche la famiglia è estremamente importante per i coreani ed anche l’obbedienza ed il rispetto verso i più anziani.
L’età in Corea è talmente importante che anche un anno di differenza tra due persone significa che il più giovane dovrà rivolgersi al più anziano con rispetto per questo, una delle prime cose che i coreani chiedono quando conoscono qualcuno e l’età, e chiedere l’età delle persone in Corea non è mancanza di rispetto come lo è in occidente. Perciò, se un coreano ti chiede la tua età, non ti sentire offeso. Questo rispetto per i più anziani ed il valore dato alle relazioni interpersonali derivano dal Confucianesimo, una filosofia che arrivò in Corea dalla Cina. Il Confucianesimo permea la cultura e la mentalità coreana in ogni aspetto e, se conosci il Confucianesimo, capirai la maggior parte parte della cultura coreana.

venerdì 18 gennaio 2013

cucina coreana

La cucina coreana ha molto in comune con la cucina giapponese e quella cinese. Questo perché nella sua millenaria storia è stata invasa da orde di Mongoli e per ben due volte annessa al Giappone. Di suo però ha aggiunto l'uso abbondante delle spezie. Circondata dal mare, il pesce assume una grande importanza nella dieta coreana ma ancor di più la carne, soprattutto quella bovina.

bulgoghi
Il bulgogi 불고기 (il mio piatto preferito), è il piatto di carne più conosciuto: sono fette di manzo marinate che vengono cucinate direttamente a tavola su di un braciere a carbone che ha la forma delle pettinature dei cavalieri mongoli.
(ma se non vi volete cimentare o non sapete come fare vi consiglio un negozietto a Milano in una traversa di via De Angeli che è sia negozio di generi alimentari che ristorantino minuscolo e take away e la proprietaria fa un bulgoghi favoloso ma piccantissimo)

sinsollo
Anche il sinsollo, di antichissima origine è molto popolare: si prepara con verdure, carni, pistacchi, noci, uova cotti tutti insieme nel brodo direttamente davanti agli ospiti nel braciere simile a quello del bulgogi.

kimchi
Le verdure però occupano il posto più importante nella alimentazione coreana. Non per nulla il piatto nazionale e il kimchi che compare sempre in tutti i pasti ed è a base di cavolo, cipolle, rape ed ogni altro tipo di verdure di stagione insaporite da abbondanti dosi di pepe e aglio, salate e messe a fermentare per settimane in recipienti speciali simili ai nostri orci.
Nei mesi estivi il kimchi fermenta velocemente quindi è pronto nel giro di pochi giorni. È meno salato di quello preparato in autunno, il kimjiang, a base di cavolo e che viene fatto in grandissimi quantitativi in quanto deve servire per tutto l'inverno. Ricchissimo di valori nutritivi ha un odore e sapore molto forti.

Il pasto coreano consiste in un piatto principale, di solito riso cotto a vapore, contornato da una minestra in brodo, piatti a base di carne, pesce e verdure. Servito su un tavolino basso ogni piatto si degusta con l'aiuto delle bacchette o di un cucchiaio. I piatti vengono serviti contemporaneamente (come in Giappone) e per bere oltre al tè i coreani amano molto la birra, ovviamente locale, che si accompagna bene a qualsiasi loro piatto. Il takju e lo yakju sono dei vini estratti da cereali dai sapori abbastanza particolari che tendono a inacidire con la stagione calda. Da non perdere assolutamente il soju una fortissima grappa.
BON TON
È considerata cattiva educazione incominciare o finire di mangiare prima dell'ospite più anziano.
Le bibite vanno versate tenendo la bottiglia con entrambe le mani e se il vostro ospite è lui a versarle, dovete porgergli la coppa tenedola con entrambe le mani.
Se siete invitati da qualcuno è molto apprezzato tutto quello che viene dall'Italia.
Farete una ottima figura se, prima di iniziare a mangiare, dite alla padrona di casa "Jal Muk Get Sup Ni Da" (Avrò un ottimo pasto) e poi alla fine "Jal Muk Ut Sup Ni Da" (Ho avuto un ottimo pasto).
A differenza che per cinesi e giapponesi il riso va mangiato con un cucchiaio o con le bacchette ma mai avvicinando la ciotola alla bocca ma come per i giapponesi, è cattiva educazione conficcare verticalmente le bacchette nella ciotola del riso.
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